Perché Trump ha chiesto ai suoi alleati di non utilizzare prodotti Huawei

Huawei e Stati Uniti

Nei giorni scorsi il Wall Street Journal ha riportato che l’amministrazione Trump ha chiesto di non utilizzare prodotti Huawei ai sui alleati, avviando una vera e propria campagna volta a scoraggiare l’utilizzo di prodotti del colosso cinese all’interno dei Paesi alleati. Tra questi anche l’Italia ha ricevuto questo “avviso”.

Huawei e la situazione attuale

Secondo quanto diffuso dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno dato vita ad una campagna di sensibilizzazione mirata a scoraggiare i principali operatori di telecomunicazioni dei paesi alleati per quanto riguarda l’impiego di ogni tecnologia a marchio Huawei e ZTE.

Come dicevamo più sopra la stessa attività è stata rivolta anche all’Italia, addirittura pare che alcuni funzionari statunitensi avrebbero discusso di questo argomento con uno degli operatori italiani; tuttavia la risposta di quest’ultimo pare sia stata negativa nei confronti di una possibile cessione degli impegni intrapresi con Huawei.

Dobbiamo infatti ricordare che proprio Huawei risulta tra i principali sostenitori del 5G che si sta sperimentando a Bari e Matera e che risulta anche partner di Tim, Wind – Tre e Vodafone.

I motivi della sensibilizzazione statunitense

Alla base della sensibilizzazione USA che prevede di non utilizzare prodotti Huawei c’è la probabilità che le infrastrutture dotate di sistemi a marchio Huawei possano essere utilizzate per condurre azioni di spionaggio o simili. In questo modo gli Stati Uniti e i loro Paesi alleati sarebbero esposti a rischi di grande rilevanza.

Ciò perché sebbene il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti utilizza prevalentemente una rete satellitare proprietaria per le informazioni riservate, la stragrande maggioranza del traffico proveniente dai Paesi esteri “viaggia” sulle normali reti commerciali.

Huawei e le infrastrutture 5G

Le attuali reti e infrastrutture per le comunicazioni stanno compiendo il salto verso il 5G. Proprio il 5G riuscirà a gestire e connettere milioni di dispositivi e nella realizzazione di queste nuove infrastrutture Huawei occupa posti di grande rilevanza.

Per questi motivi Trump ha persino proposto possibili sovvenzioni sui progetti relativi allo sviluppo delle nuove reti all’interno dei Paesi alleati, ad una condizione: che si tenga in considerazione un’attenzione particolare nei confronti dei fornitori di tali servizi. Difatti pare che le nuove reti 5G, verso le quali stiamo transitando, risulteranno particolarmente complesse rendendo probabilmente più semplice la possibilità di possibili attacchi informatici.

A tal proposito gli Stati Uniti hanno dichiarato al Wall Street Journal che si stanno impegnando “con i Paesi di tutto il mondo per sensibilizzarli sulle preoccupazioni relative alle minacce informatiche sulle infrastrutture delle telecomunicazioni”

Come hanno reagito gli operatori di rete

La proposta di non utilizzare prodotti Huawei ovviamente dall’ambito prettamente governativo si trasferisce ben presto anche all’aspetto strettamente commerciale. Ciò vuol dire che anche gli operatori di rete dovranno gestire questa nuova situazione. Tuttavia fino a questo momento sembra che gli operatori di rete non abbiano subito particolari ripercussioni.

I prodotti Huawei infatti sono preferiti dagli operatori grazie ai prezzi tutto sommato contenuti associati però ad un’ottima qualità generale. Il colosso cinese è infatti oggi al primo posto nel settore delle reti e delle torri radio grazie ad una percentuale del 22% che lo pone davanti a Nokia col 13%, Ericsson all’11% e ZTE al 10%.

Huawei negli Stati Uniti

Huawei negli Stati Uniti risulta praticamente al di fuori del mercato delle reti già dal 2012 a causa di un rapporto del Congresso che aveva reso noti, anche a quel tempo, alcuni possibili rischi dovuti all’utilizzo di tecnologia cinese.

C’è da dire però che Huawei ha affermato già a suo tempo di essere un’azienda indipendente e di non aver mai utilizzato strumenti utili a possibili attività di spionaggio. Anzi, ha confermato di rispettare elevati standard di sicurezza, al pari di quelli messi in atto da Nokia ed Ericsson.

La risposta di Huawei

Ovviamente la replica di Huawei a seguito della sollecitazione statunitense a non utilizzare i suoi prodotti è arrivata ben presto. L’azienda cinese si è dichiarata “sorpresa dai comportamenti del governo Usa descritti dal Wall Street Journal” quindi “se il comportamento di un governo si estende oltre la sua giurisdizione, tale attività non dovrebbe essere incoraggiata.

Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 Paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende di Fortune 500 e centinaia di milioni di consumatori. Ci scelgono perché si fidano pienamente”.

Ancora una volta quindi Huawei ha dovuto negare il coinvolgimento nella gestione dei propri strumenti da parte di qualunque governo. C’è da dire che l’ammonimento a non utilizzare prodotti Huawei rientra in quella pagina legata alla nuova gestione commerciale del governo Trump figlia dei nuovi dazi sulle importazioni estere.

La Cina è infatti uno di quei Paesi interessati da questa politica e Huawei non è la prima azienda giudicata pericolosa dagli Stati Uniti, un eguale trattamento era stato già riservato anche a ZTE.

 

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